Ishkar, il progetto benefico a favore dell’artigianato dei paesi in guerra al Middle East Now 2019

on aprile 2 | in News | by | with Commenti disabilitati

Bicchieri in vetro soffiato dai colori ambrati, gioielli e monili testimonianza di tradizioni orafe millenarie, vasi in ceramica modellati a mano da oltre quattrocento anni, quaderni personalizzati da maestri calligrafi con le tecniche della miniatura persiana del quindicesimo secolo… Sono questi alcuni degli oggetti e accessori protagonisti del progetto benefico ISHKAR, che sarà presentato a Firenze in occasione di Middle East Now 2019 con una mostra / pop up shop al Cinema La Compagnia, per tutta la durata del festival, e con un evento alla presenza dei suoi fondatori venerdì 5 aprile alle ore 20.00 (Cinema La Compagnia).

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Dopo tre anni in Afghanistan, Flore de Taisne e Edmund Le Brun nel 2016 hanno creato ISHKAR Craftmanship from countries at war, un’associazione che promuove e valorizza oggetti di altissima qualità, intrisi di storia e originalità, realizzati da artigiani in paesi colpiti dalla guerra. Sullo shop online www.ishkar.com vendono splendidi gioielli realizzati con pietre preziose, scialli di cammello a tessitura fine, complementi d’arredo, tappeti e coltelli, per raccogliere fondi per aiutare le vittime della guerra, offrendo un’immagine insolita di paesi devastati da anni di conflitti e creando nuove opportunità economiche.
Per tutta la durata del festival, al Cinema La Compagnia sarà allestita una mostra / pop up shop – con un allestimento ideato del gruppo di architette di Archivio Personale – con una selezione di prodotti, il cui ricavato andrà a sostegno degli artigiani che li realizzano, per aiutarli a far rinascere le loro attività dopo la distruzione delle guerre e provare a riaccendere l’interesse del mercato internazionale verso tradizioni centenarie del fatto a mano.
In una circolarità di mercato, la maggior parte dei prodotti sono acquistati attraverso le ONG locali, per investire anche nello sviluppo di progetti a favore delle comunità locali, come la riapertura delle scuole, la rivalutazione del ruolo femminile e l’assistenza sanitaria per tutti.

“Oggi parliamo di Afghanistan, Siria, e Mali, e immediatamente pensiamo alla guerra e alla distruzione. Ma non è stato sempre così. I nostri prodotti hanno come obiettivo quello di aprire una finestra rara su terre conosciute per la loro cultura, bellezza naturale e abilità artigianali millenarie, molto prima di essere conosciute per distruzione, guerre e sofferenza.

 

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