• WEB13Zeus Machine by Zapruder_still da Zeus Machinedi Zapruder 2018_02_SDA2018 6
  • web13 Loving Cecil_Cecil Beaton in New York in the 30s _LSDA2018
  • web12Blue by Apichatpong Weerasethakul_02_LSDA2018
  • web11Art21_hiwak-berlin-preview_LSDA2018
  • Zeus Machine di Zapruder, 2018_Copyright Zapruder, 2018
  • The EndOfFear1 _by Barbara Visser_ LSDA2018
  • Witkin&Witkin by Trisha Ziff LSDA2018, Joel-Peter Witkin studio
  • Superdesigner 1 Original promotional photo for the Up 5 & 6 chairs, Gaetano Pesce, 1969. 
  • Ra di Martino _ Poor Poor Jerry_ph02_LSDA2018
  • Peter_Greenaway_igormandiccom_LSDA2018
  • Moriyama_San_by Ila Beka e Louise Lemoine_ph02_LSDA2018
  • Monelle by Diego Marcon01_LSDA2018_
  • Islandof theHungryGhosts_by_G Brady_ STILLS _3 LSDA2018_
  • Kusama - Infinity by Heather Lenz+©+Tokyo+Lee+Productions+Inc_ LSDA 2018
  • web 1 Kusama - Infinity by Heather Lenz+©+Tokyo+Lee+Productions+Inc_ LSDA 2018

Lo schermo dell’arte Film Festival /

Firenze XI edizione/14-18 novembre 2018

on ottobre 1 | in Eventi, In evidenza, Prossimi appuntamenti | by | with Commenti disabilitati

Sarà Peter Greenaway ad aprire l’undicesima edizione dello Schermo dell’arte Film Festival, progetto internazionale dedicato alle molteplici interazioni tra cinema e arte, che si terrà a Firenze dal 13 al 18 novembre prossimo. Oltre cinquanta gli ospiti attesi tra artisti, registi, produttori e addetti ai lavori, tra cui gli artisti Dani Gal, Jumanna Manna, Ila Beka, Driant Zeneli, Barbara Visser, Gabrielle Brady, Diego Marcon, Jordi Colomer, la regista Lisa Immordino Vreeland, la curatrice Sarah Perks, il produttore Yorgos Tsourgiannis.

Per la Opening Night del 14 novembre il regista inglese, autore di celebri film quali I misteri del giardino di Compton House (1982), Il ventre dell’architetto (1987), Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (1989), Nightwatching (2007) presenterà in una lecture il progetto del suo prossimo film Walking to Paris, racconto del viaggio che, tra il 1903 e il 1904, il ventisettenne Costantin Brancusi intraprese a piedi dalla Romania, suo paese natale, per raggiungere Parigi, sua città d’elezione, che lo vedrà affermarsi come massima figura del rinnovamento dell’arte del Novecento.

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Il programma della Opening Night prosegue con due anteprime di film di artisti italiani, una scelta da parte dello Schermo dell’arte che intende sottolineare la qualità della produzione di moving images di artisti del nostro paese: 100 Piper. Breve storia del Piper di Torino (1966-1969) in 100 frammenti di Rä di Martino dedicato al leggendario Piper Club di Torino, la cui vicenda è ricostruita attraverso la riattivazione di materiali di archivio e la raccolta di memorabilia unici – fotografie, diapositive, nastri audio e locandine – provenienti da testimoni diretti di quella esperienza; e Zeus Machine del collettivo Zapruder versione cinematografica di un progetto installativo a 12 canali dedicato alla figura di Ercole, l’eroe delle leggendarie fatiche. Nel film, costruito in capitoli, ogni “fatica” è un’impresa che celebra il mito in insolite ed attuali declinazioni. I personaggi infatti sono persone comuni che, accogliendo divertite e seriamente il nesso con Ercole, nella determinazione di voler andare fino in fondo, si fanno interpreti sinceri e autentici del richiamo eroico, in continua tensione tra la vetta dell’Olimpo e la sfera terrena.

Confermando la specificità della sua programmazione tra cinema e arte, il festival riunisce circa 25 film tra lungometraggi e corti, film d’artista e documentari. Tra quest’ultimi sono le anteprime italiane di Kusama-Infinity (2018) di Heather Lenz, dedicato alla novantenne artista giapponese Yayoi Kusama, una delle figure più celebri della scena contemporanea, che dal 1977 vive per sua scelta nell’ospedale psichiatrico Seiwa ma dipinge quasi quotidianamente nello suo studio a Shinjuku; The End of Fear (2017) di Barbara Visser che ricostruisce, a distanza di oltre vent’anni, la vicenda dello scempio subito nel 1986 dal celebre dipinto Who is Afraid of Red, Yellow and Blue III dell’astrattista americano Barnett Newman conservato allo Stedelijk Museum di Amsterdam; Love Cecil di Lisa Immordino Vreeland, Stati Uniti (2017), che racconta la complessa personalità e il talento del designer e fotografo di moda Cecil Beaton, ritrattista ufficiale della Regina Elisabetta, attraverso rari materiali di archivio e brani tratti dai suoi diari.

Tra i film d’artista Lo schermo dell’arte è orgoglioso di presentare il toccante Island of the Hungry Ghosts (2018) dell’artista australiana Gabrielle Brady, il cui progetto è stato sviluppato nel 2015 nell’ambito di Feature Expanded, programma di formazione del festival. Vincitore di numerosi riconoscimenti tra cui il Best Documentary Feature Award del Tribeca Film Festival 2018, il film è stato nominato nella shortlist dei premi dell’Australian Academy of Cinema and Television Arts. Girato a Christmas Island nota per il fenomeno della migrazione di milioni di granchi dalla giungla al mare, narra l’esperienza di una giovane psicologa impegnata nel dare sostegno ai migranti che lì arrivano da tutto il Medio Oriente. Approccio delicato e la scoperta di una figura originale e fuori dagli schemi sono gli elementi del bel film Moryama-San (2017) di Ila Beka e Louise Lemoine dedicato a Yasuo Moriyama, eremita urbano di Tokyo appassionato di musica noise –la colonna sonora è di Otomo Yoshihide-  che vive in modo del tutto personale gli spazi di una straodinaria casa a piccoli padiglioni disegnata dall’architetto Ryūe Nishizawa considerata un esempio dell’architettura giapponese contemporanea.

Tra i corti si segnalano tre film accomunati da atmosfere misteriose e sospese: nell’acclamato Monelle il giovane artista italiano Diego Marcon, finalista del MAXXI Bulgari Prize 2018, illumina il buio della sala cinematografica con spari di flash che rivelano inquietanti abitanti di uno spazio fortemente connotato da un’estetica razionalista, quello della celebre Casa del Fascio di Como dell’architetto Terragni; in Who Was the Last To Have Seen the Horyzon? del giovane artista Driant Zeneli, che nel 2017 ha partecipato al programma di formazione VISIO dello Schermo dell’arte e che rappresenterà l’Albania alla prossima Biennale di Venezia, quattro personaggi e un cane fluttuano in un ambiente alieno, oscuro e silenzioso; mentre in Blue, presentato in anteprima, il super premiato filmmaker e artista tailandese Apichatpong Weerasethakul condensa le atmosfere surreali tipiche del suo cinema in uno scenario che allude alla condizione tra sogno e veglia.

In programma inoltre la IV edizione di Feature Expanded. Art Film Strategies, progetto di formazione diretto da Sarah Perks e Leonardo Bigazzi e sostenuto da Creative Europe/MEDIA, che porterà a Firenze 12 artisti internazionali che desiderano realizzare il loro primo lungometraggio e che assegnerà quattro premi: Feature Expanded Distribution Award; Feature Expanded Development Award, Ottod’Ame Film Award, SUB-TI Award; la VII edizione di VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images, curata da Leonardo Bigazzi, rivolto alle giovani generazioni di artisti che lavorano con video e cinema, che conferma il VISIO Young Talent Acquisition Prize della Seven Gravity Collection. La open call del progetto ha ricevuto 90 candidature provenienti da 32 paesi diversi; le installazioni video e i film dei 12 artisti selezionati per VISIO saranno protagonisti della mostra European Identities. New Geographies in Artists’ Film and Video che inaugurerà martedì 13 novembre alle Murate. Progetti Arte Contemporanea; la II edizione del progetto Moving Archive che propone film dell’archivio del festival in 9 biblioteche e istituzioni della Città metropolitana di Firenze.

La sigla dello Schermo dell’arte 2018 è stata appositamente realizzata dall’artista Federico Gori attraverso il montaggio in sequenza e in loop di 163 dipinti a inchiostro e smalto.

 Lo schermo dell’arte Film Festival 2018 è realizzato con il contributo di: Creative Europe/MEDIAMIBAC Direzione Generale per Il Cinema, Regione Toscana nell’ambito di “Toscanaincontemporanea2018” / Giovani Sì, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, La Compagnia nell’ambito della APQ Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze; con il sostegno di: In Between Art Film, Institut français Firenze, Accademia di Belle Arti di Firenze; Sponsor: ottod’Ame, Salvatore Ferragamo, Findomestic, B&C Speakers, Unicoop Firenze; Sponsor tecnici: Lungarno Collection, Hotel Loggiato dei Serviti

 in collaborazione con Cango. Centro Nazionale di Produzione sui linguaggi del corpo e della danza, CPH: DOX, Festival Scope, FID Marseille, Fondazione Palazzo Strozzi, HOME Manchester, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Nederlands Filmfonds, Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Seven Gravity Collection, SUB-TI, UNIFI/SAGAS – Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo

 

 

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