• middleweb2
  • middleweb11
  • middleweb10
  • middleweb9
  • middleweb8
  • middleweb7
  • middleweb3
  • MIDDLE1web
  • middleweb5

Evento posticipato a data da destinarsi |MIDDLE EAST NOW

Firenze, Cinema la Compagnia, Stensen, MAD Murate Art District e altri luoghi

on febbraio 17 | in Archivio 2020, Eventi, In evidenza, Prossimi appuntamenti | by | with Commenti disabilitati

Torna a Firenze la rassegna che presenta la cultura mediorientale più contemporanea, con un ricco programma di cinema, arte, musica, incontri, teatro, progetti sociali e cibo. Il tema del festival 2020 è “Visual Voices”, e racconta come le espressioni culturali visive siano strumenti attivi di impegno sociale in Medio Oriente,“immagini e voci” che lanciano messaggi di cambiamento

Leggi tutto

Il festival, ideato e organizzato dall’associazione culturale Map of Creation, si terrà tra Cinema La Compagnia, Cinema Stensen, Teatro Cantiere Florida, MAD Murate Art District e altri spazi cittadini.

Il tema di questa edizione si focalizza su come la cultura, il cinema, l’arte e le espressioni visive siano strumenti e forum attivi per l’impegno sociale in Medio Oriente. Artisti, registi, fotografi, ma anche musicisti, performer e food activist della regione esprimono il loro punto di vista su questioni socio-politiche e culturali, e fanno sentire la loro voce attraverso il cinema, la poesia, la musica, le arti visive. Il festival approfondirà questo tema in modo trasversale: offrendo una panoramica potente della forza comunicativa delle immagini e dei messaggi culturali a esse collegati, dell’originalità e dell’aspirazione al cambiamento di cui sono intrise le opere visive e l’estetica prodotte dagli artisti mediorientali di oggi.

In programma l’anteprima di oltre 40 film premiati nei migliori festival internazionali: un viaggio cinematografico che tocca i paesi dell’area mediorientale, sempre di più al centro dell’attenzione della politica e dei media internazionali: storie forti, personaggi, temi d’attualità nei titoli più recenti da Iran, Iraq, Kurdistan, Libano, Israele, Palestina, Egitto, Emirati Arabi, Kuwait, Afghanistan, Siria, Algeria, Marocco, Tunisia, Algeria, faranno conoscere al pubblico le culture e le società di questi paesi, con una prospettiva che cerca di andare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni con cui spesso vengono rappresentati.

 Molte le anteprime in programma tra cui si segnala il film iraniano di apertura “Sunless Shadows” di Mehrdad Oskouei (Iran, Norvegia 2019), presentato al festival IDFA di Amsterdam dove ha vinto il premio “Miglior Regia”. Sulla Siria l’anteprima internazionale di Ayouni di Yasmin Fedda (75’, UK, Qatar 2019), il documentario sulla ricerca di risposte da parte di Noura Safadi e Machi Dall’Oglio, rispettivamente moglie e sorella, sulla scomparsa dei loro cari Bassel Safadi e padre Paolo Dall’Oglio. Dal Marocco il bellissimo “The Unknown Saint” di Alaa Eddine Aljem (2019, Marocco, Francia, Qatar, 100’), film presentato a Cannes.

Tra gli eventi speciali: la mostra fotografica curata dall’artista libanese Roi Saade “7×7 Middle East”. 7 fotografi emergenti raccontano 7 giorni di vita in 7 diverse città del Medio Oriente  (Baghdad, Beirut, Marrakesh, Tehran, Dubai, Istanbul e Algieri) riuniti per fornire una personale prospettiva visiva della loro città, offrendo una narrazione alternativa alla rappresentazione dei media che è spesso negativa e legata ai fatti della geopolitica; la mostra “Watermelons after lunch” dell’illustratrice di origini kuwaitiane Zahra Marwan, che con i suoi lavori indaga la complessità dell’avere un’identità mediorientale e vivere in una realtà completamente diversa da quella delle sue origini. Si terranno entrambe  al MAD Murate Art District.

Il  teatro contemporaneo con “Sous un ciel bas” del regista siriano Waël Ali, sull’impossibilità di fare teatro in tempi di guerra; la cucina globale e nomade di Abu Dhabi nel progetto TABLES TALES di Hanan Sayed Worrell. La musica con un programma di performance ed esibizioni di artisti e musicisti. Inoltre bookshop tematico e Festival Talks conversazioni, dibattiti, presentazioni di libri, approfondimenti su temi forti e di attualità in compagnia di giornalisti, saggisti ed esperti.

 Novità del programma cinema:

_”MIDDLE EAST CURATED BY” – Abu-Assad
Il festival lancia una nuova sezione del programma cinema: una selezione di film curata da un regista mediorientale, una sorta di “carte blanche” offerta a un autore riconosciuto del cinema mondiale nello scegliere i titoli che per lui rappresentano “gemme assolute” del cinema Middle East recente e non solo. Per questa prima edizione è stato invitato il celebre regista palestinese Hany Abu-Assad, due volte candidato agli Oscar con i film “Palestine Now” e “Omar.

_ “MUSIC FOR FILMS”: focus sulle colonne sonore con lo special guest OMAR FADEL
Altra novità assoluta di questa edizione è “MUSIC FOR FILMS”, programma dedicato alle colonne sonore di film mediorientali: un nuovo focus sul contributo creativo che la musica dà alla pratica del fare film, vista nello specifico del cinema mediorientale, presentato da un ospite speciale come il talentuoso musicista Omar Fadel, compositore pluripremiato di film, serie tv e video games (dal videogioco “Assassin’s Creed” al film satira “The Dictator” di Sacha Baron Cohen, fino al corto candidato all’Oscar “Day One”). Omar presenterà al festival 3 film diretti e prodotti in Medioriente da lui musicati.

_ Focus on Kurdish Cinema
Per l’edizione 2020 il festival propone un focus sul cinema dal Kurdistan, con presentazioni e dibattiti, per raccontare attraverso documentari e film l’attualità e la cultura di un popolo e di un’area del mondo al centro di una situazione storica e geopolitica molto complessa.

_ WHISPERED VOICES: cinema emergente dal Golfo
Continua il viaggio dedicato al cinema emergente dai paesi del Golfo a questa edizione con “Whispered voices”, una selezione di titoli dall’Arabia Saudita,curata da Laura Aimone.

Highlights film in anteprima al festival:
Dall’Iran arriva il film d’apertura “Sunless Shadows” di Mehrdad Oskouei (Iran, Norvegia 2019), intimo e al tempo stesso potente ritratto della vita quotidiana in un centro di detenzione minorile iraniano, in cui un gruppo di ragazze adolescenti sconta la pena per aver ucciso il marito, il padre o un altro membro maschile della famiglia: da sole davanti alla macchina da presa, rivelano i loro pensieri, i sentimenti e i dubbi.Il film ha aperto l’ultima edizione del festival IDFA di Amsterdam e vinto il premio “Miglior Regia”.
Sempre dall’Iran anche “Shouting at the Wind” (64’, Iran, 2019) di Siavash Jamali, protagonista Meysam, un adolescente che vive in uno dei sobborghi più difficili di Tehran, che sogna di cambiare il suo destino attraverso la musica, contro il volere della sua famiglia.
Dalla Palestina “Between Heaven and Hearth” (Palestina, 2019), l’ultimo film dell’acclamata regista Najwa Najjar, commedia che ruota attorno alla vicenda di Salma, palestinese di Nazareth, che vuole divorziare da suo marito Tamer, figlio di un famoso intellettuale rivoluzionario ucciso a Beirut, e alle complicazioni che derivano dal fatto che provengono da due fronti opposti della Green Line.
Sulla Siria l’anteprima internazionale di Ayouni di Yasmin Fedda (75’, UK, Qatar 2019), il documentario in cui, mentre l’attenzione internazionale sulla Siria sta scomparendo, le protagoniste Noura Safadi e Machi Dall’Oglio cercano risposte sui loro cari scomparsi, Bassel Safadi e padre Paolo Dall’Oglio. La loro ricerca dura anni e attraversa diversi paesi, e di fronte a una schiacciante assenza di informazioni la speranza è l’unica cosa a cui possono aggrapparsi.
Tra i film dal Marocco il bellissimo “The Unknown Saint” di Alaa Eddine Aljem (2019, Marocco, Francia, Qatar, 100’), film presentato a Cannes, favola divertente e assurda su spiritualità e avidità: protagonista un ladro che poco prima della sua cattura scava una tomba per nascondere un sacco di soldi; rilasciato dalla prigione anni dopo, ritorna per recuperare la borsa e trova la suo posto un santuario dedicato a un Santo Ignoto, e un villaggio nuovo di zecca costruito intorno ad esso.
Dalla Giordania il pluripremiato documentario “Tiny Souls” di Dina Naser (2019, Giordania, Qatar, Francia, Libano, 85′), che racconta la vita quotidiana della piccola Marwa, che vive in un campo profughi in Giordania da quando è fuggita dalla Siria con la sua famiglia, del suo spirito vivace e aperto, e delle sfide per sopravvivere in un ambiente dove, nonostante tutto, la vita continua.
Dal Libano l’opera prima “1982” di Oualid Mouaness (2019, Libano, USA, Norvegia, Qatar, 100’), in cui la vicenda dell’invasione israeliana del Libano nel 1982 è vista attraverso gli occhi di un bambino: in una scuola privata nei dintorni di Beirut, il giorno prima delle vacanze estive, l’undicenne Wissam decide di dichiarare il suo amore alla compagna di classe Joanna. Per un sognatore come Wissam è difficile capire la gravità di ciò che sta per accadere, mentre i suoi maestri, fortemente divisi dalle loro idee politiche, cercano di mascherare le loro paure. Con la partecipazione straordinaria come attrice della grande regista libanese Nadine Labaki.

_ Focus sul documentario creativo con Close-up
Close Up, una istituzione di recente costituzione, nata dall’incredibile esperienza di Greenhouse Film Center, offrirà a una selezione di giovani documentaristi mediorientali l’opportunità di far debuttare i loro film al festival, e di discutere col pubblico il loro lavoro creativo, anche grazie all’anteprima di un film work-in-progress, di cui saranno per la prima volta mostrate una serie di sequenze.

_ Torna il “Competition Award”
Oltre ai premi che il festival assegna già – il “Middle East Now Audience Award”, al miglior film votato dal pubblico, il “Best OFF”, riconoscimento al miglior cortometraggio d’autore conferito da OFF Cinema – a questa edizione torna anche il premio “Middle East Now Award – Best Film”: una giuria ancora in via di definizione, composta da produttori, registi, editor sceglierà il titolo al quale assegnare il premio monetario.

Middle East Now è organizzato dall’associazione culturale Map of Creation, con la direzione artistica di Lisa Chiari e Roberto Ruta, il contributo di Regione Toscana nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema, Comune di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Gruppo Why the Best Hotels Firenze, Fondazione Niels Stensen, con il supporto di Ponte 33, Murmuris Teatro, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Azalai Travel Design, FSM Gallery – Fondazione Studio Marangoni, in partnership con Meltin’Concept, e altre istituzioni e partner locali e internazionali

 

Pin It

Comments are closed.