• 42 - Matthew-Barney_Redoubt_ Glendinning
  • 40_LandOfDreams_1_SIMIN_
  • 21 - MM_MAD4_gr
  • 33 - The White Cube_4_Renzo Martens
  • Feels Good Man 4_Arthur Jones
  • KHTOBTOGONE by Sara Sadik, 2021_2
  • In the Air Tonight Concorde0_Andrew Norman Wilson
  • 5.Roberto Fassone, Vulcano forgia lo scudo di Achille (working title), 2020
  • Photographer-Sandra-Still-Campbell-courtesy-Clyfford-Still-Archives-5
  • Bijing Spring Stars Artists Group Portrait (1980) ©Helmut Opletal
  • Khtobtogone_1_ by Sara Sadik
  • 7.Beatrice Favaretto, The Pornographer, 2020-2021
  • Feels Good Man_Arthur Jones
  • Bijing Spring Stars Artists Group Portrait (1980) ©Helmut Opletal (1)
  • Fuori_dai_Teatri_Ra di Martino_still 1_MUSELLA
  • 3.Riccardo Giacconi, Diteggiatura (materiali di documentazione), 2019-2020

Lo schermo dell’arte festival di cinema e arte | OPENING NIGHT REDOUBT DI MATTHEW BARNEY – PRIMA ITALIANA | CLOSING NIGHT LAND OF DREAMS DI SHIRIN NESHAT |Firenze, 10-14 novembre 2021 online fino al 21 novembre

on ottobre 11 | in Archivio 2021, Eventi, In evidenza | by | with Commenti disabilitati

Due straordinari film, ultime produzioni di due tra i più conosciuti artisti internazionali, apriranno e chiuderanno la 14a edizione dello Schermo dell’Arte Festival di cinema e arte: Redoubt di Matthew Barney inaugurerà il festival mercoledì 10 novembre; mentre Land of Dreams di Shirin Neshat lo chiuderà domenica 14 novembre.

Tra gli ospiti del Festival anche gli artisti e artiste Oliver Laric, Rä di Martino, Iván Argote, M+M, Sara Sadik, Roberto Fassone, Beatrice Favaretto, Riccardo Giacconi, Caterina Erica Shanta, il curatore Luca Lo Pinto, la storica dell’arte e curatrice Valentina Tanni, il botanico e saggista, Stefano Mancuso, Julian Ross Programmer dell’IFFR (International Film Festival Rotterdam), Etienne Bernard Direttore del FRAC Bretagne, il curatore Stefano Collicelli Cagol, la curatrice Ilaria Mancia, il curatore Alessandro Rabottini, la curatrice Paola Ugolini, il curatore Samuele Piazza, la curatrice Sofia Lanusse.

Inoltre la 10a edizione di VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images, progetto di ricerca e residenza dedicato ad artisti che utilizzano le immagini in movimento; la mostra Thinking Beyond – Moving Images for a Post-Pandemic World con le opere dei dieci artisti e artiste partecipanti a VISIO, curata da Leonardo Bigazzi e prodotta con NAM – Not A Museum che aprirà a Manifattura Tabacchi il 9 novembre dalle 18.00 alle 21.00, visitabile fino al 12 dicembre 2021: questi gli highlights del festival fiorentino che torna in sala e conferma la programmazione on line dei film.

 La sigla filmata LO SCHERMO DELL’ARTE 2021 è stata realizzata da Leone Contini. È un estratto dell’opera Blu Oltremare, Bari, 2014, prodotta nel contesto di una residenza presso il Tirana Art LAb, supportato da NCTM e l’Arte e da Vessel, Bari.

Il festival si svolgerà in forma ibrida, in presenza a Firenze al Cinema La Compagnia, Manifattura Tabacchi e in altri luoghi dal 10 al 14 novembre, e on line fino al 21 novembre.

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In programma, oltre a Shirin Neshat e a Matthew Barney, anteprime mondiali e nazionali di film realizzati da artisti internazionali, tra cui Rä di Martino, Renzo Martens e Iván Argote; il Focus dedicato all’artista austriaco Oliver Laric; i film di Roberto Fassone, Beatrice Favaretto, Riccardo Giacconi e Caterina Erica Shanta prodotti tramite la campagna di crowdfunding Artists’ Film Italia Recovery Fund promossa dallo Schermo dell’arte a maggio 2020; documentari che raccontano l’amicizia del regista Alain Fleischer con Christian Boltanski, il grande artista francese scomparso lo scorso luglio; la carriera iniziata a 80 anni di Bill Traylor, uno degli artisti afroamericani più importanti del XX secolo; la vita di uno dei principali esponenti dell’Espressionismo astratto, il pittore statunitense Clyfford Still; un omaggio alle figure femminili che hanno contribuito a rendere celebre la scuola della Bauhaus, sede dell’avanguardia e fondamento dell’architettura moderna, sottolineando il potenziale innovativo apportato dalle donne; il film con il backstage dell’opera barocca Les Indies Gallants di Jean-Philippe Rameau che ha visto al debutto alla regia il noto artista francese Clément Cogitore che ha coinvolto ballerini e coreografi hip hop dalla banlieu parigina mostrando come un brano composto nel 1735 possa ancora parlare alle generazioni più giovani.

La Opening Night del Festival (10 nov) vedrà protagonista Redoubt, l’ultimo film realizzato da Matthew Barney (2019), artista di fama internazionale e autore di opere che hanno rivoluzionato l’idea stessa di narrazione cinematografica quali l’enigmatico CREMASTER Cycle, DRAWING RESTRAINT 9 e River of Fundament. Il paesaggio, sia come ambientazione che come soggetto, è da lungo tempo al centro della ricerca dell’artista americano. In questo suo lungometraggio ambientato nell’Idaho, sui monti Sawtooth, i miti classici si confrontano con la relazione tra l’uomo e la natura. Nell’assenza di dialoghi, i protagonisti, nel tentativo di stabilire un loro posto nella natura selvaggia, comunicano attraverso gesti e coreografie per narrare una storia che si ispira liberamente al mito di Diana e Atteone.

Closing Night (14 nov) con Land of Dreams (2021) di Shirin Neshat, presentato al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti, è il primo progetto in lingua inglese della celebre artista e filmmaker iraniana. Ambientato in un futuro prossimo, narra con un tono surreale la storia di Simin, una immigrata iraniana, che lavora in un ufficio del censimento statunitense che, per controllare i cittadini, ha avviato un programma di registrazione dei loro sogni. Ironico e toccante, il film, che è uno sguardo satirico sugli Stati Uniti di oggi e sulla preoccupante situazione sociale attuale, affronta il tema della grandezza del sogno americano.Il film è presentato in collaborazione con la Fondazione In Between Art Film, che lo ha co-prodotto.

 Il Focus dello Schermo dell’arte 2021 sarà dedicato all’artista austriaco Oliver Laric, uno degli autori che lavorano con le immagini in movimento più conosciuti internazionalmente, le cui opere, raramente presentate in Italia, esplorano il consumo e la produzione di immagini nell’era di Internet attraverso l’animazione e la grafica 3D. Laric è stato uno dei primi artisti a manipolare i contenuti di YouTube sfruttando le potenzialità della piattaforma e utilizzandola non solo come archivio per estrapolare delle immagini, ma anche come luogo di esposizione e diffusione gratuita delle proprie opere, generando un cortocircuito tra il mondo dell’arte e la cultura popolare.
Sarà presentata la sua produzione realizzata dal 2006 fino all’anteprima italiana del suo ultimo video Untitled (2020). L’artista sarà in conversazione con la storica dell’arte e curatrice Valentina Tanni.

Si conferma l’impegno del Festival verso le nuove generazioni con la 10a edizione di VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images, progetto curato da Leonardo Bigazzi rivolto ad artisti e artiste under 35 che lavorano con video e cinema.Nell’ambito del progetto VISIO inaugurerà il 9 novembre la mostra Thinking Beyond – Moving Images for a Post-Pandemic World, per il secondo anno alla Manifattura Tabacchi, una produzione Lo schermo dell’arte e NAM – Not A Museum, il programma d’arte contemporanea di Manifattura Tabacchi. Verranno presentati film, video e installazioni dei 10 artisti e artiste partecipanti a VISIO. La mostra intende celebrare il potere trasformativo dell’arte e la capacità degli artisti di leggere situazioni tragiche e traumatiche come occasioni generative. Gli artisti selezionati per questa edizione sono: Eoghan Ryan, Thuy-Han Nguyen-Chi, Alexandre Erre, Chongyan Liu, Philth Haus, Eleonora Luccarini, Janaina Wagner, Nelson Bourrec Carter, VEGA, Roman Khimei & Yarema Malashchuk. La mostra resterà aperta fino al 12 dicembre.

Sarà inoltre assegnato il VISIO Young Talent Acquisiton Prize (VII edizione) che prevede l’acquisizione di un’opera di uno dei partecipanti alla mostra da parte della Seven Gravity Collection, collezione privata italiana interamente dedicata alle opere video di artisti contemporanei.

Sabato 13 novembre sarà presentato in anteprima mondiale Fuori dai Teatri (2021), ultimo film di Rä di Martino (con gli attori Anna Bellato e Lino Musella), prodotto dal Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale della Fondazione Teatro della Toscana: una visione d’artista dell’energia delle origini e una riflessione in termini critici delle opere e delle attività che hanno caratterizzato il Centro di Pontedera. Attraverso preziosi materiali d’archivio e interviste audio alle figure chiave dei primi anni del Piccolo Teatro di Pontedera e del CSRT, Rä di Martino crea un collage poliedrico di un’esperienza iniziata quasi cinquanta anni fa, che diventa un lavoro sulla memoria, sulla differenza dei punti di vista di chi l’ha vissuta. Le interviste ai protagonisti di quell’esperienza divengono un tessuto mnemonico, quasi una sceneggiatura, per dipanare le immagini storiche, foto, materiali in pellicola e video. Lo schermo dell’arte ha seguito la genesi e lo sviluppo del progetto.

In anteprima mondiale le opere video dei vincitori del bando di produzione Artists’ Film Italia Recovery Fund, Roberto Fassone, Beatrice Favaretto e Caterina Erica Shanta, insieme al lavoro di Riccardo Giacconi, che ha avuto la sua anteprima il 2 settembre alle Giornate degli Autori/Notti Veneziane alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Finanziato attraverso una campagna di crowdfunding, che ha raccolto 27.000 euro, Artists’ Film Italia Recovery Fund è un progetto promosso dallo Schermo dell’arte a maggio 2020, in pieno lockdown, per sostenere la produzione di opere video di giovani artisti e artiste di nazionalità italiana durante la crisi dovuta al COVID 19. Ideato e curato da Leonardo Bigazzi, il progetto è realizzato anche grazie al contributo di Fondazione CR Firenze nell’ambito di “PARTECIPAZIONE CULTURALE”.

Il programma comprenderà le anteprime mondiali e nazionali di film d’artista e documentari sull’arte contemporanea di recente produzione. Alcune anticipazioni tra i film realizzati da artisti, oltre a quelli già citati di Matthew Barney e Shirin Neshat:

White Cube di Renzo Martens (2020) è il racconto della collaborazione tra l’artista e una cooperativa di lavoratori delle piantagioni di olio di palma in Congo che ha permesso di costruire un centro d’arte nei campi di un’ex piantagione gestita dalla multinazionale Unilever in quel paese. Gli operai delle piantagioni realizzano sculture che vengono riprodotte in cioccolato e poi esposte con successo a New York. I profitti vengono poi usati per riacquistare la terra loro sottratta dallo sfruttamento intensivo delle multinazionali.

In the Air Tonight (2020), realizzato durante il lockdown dall’artista statunitense Andrew Norman Wilson, prende il titolo dall’omonimo brano del 1981 di Phil Collins e costruisce una narrazione visiva e testuale intorno alla leggenda metropolitana che circonda l’enigmatico testo della canzone; Khtobtogone (2021) dell’artista francese di origine marocchina e algerina Sara Sadik è un film di animazione che racconta una storia di riscatto grazie all’amore di due giovani di Marsiglia appartenenti alla classe operaia della diaspora maghrebina; One Hundred Steps (2021) del duo di artisti e filmmaker Barbara Wagner e Benjamin de Burca, protagonisti del padiglione del Brasile alla Biennale del 2019, prodotto in occasione di Manifesta 13 è ambientato in due dimore storiche, oggi diventate case museo, animate da un gruppo di visitatori che performano musiche e danze della tradizione irlandese e nordafricana. L’azione diventa un’occupazione effimera di quei luoghi carichi di storia, lasciando spazio all’immaginazione e a temporanee narrazioni.
At Home but Not at Home (2019 dell’artista di origini indiane Suneil Sanzgiri ricostruisce la memoria di un luogo che non ha mai visitato, l’India, combinando riprese aeree di un drone, estratti di film e un’intervista Skype con il proprio padre. La narrazione si intreccia tra la vicenda biografica e il racconto della storia di un movimento di decolonizzazione dando vita ad un attuale riflessione sulla costruzione dell’identità attraverso le immagini in movimento.

Tra i documentari segnaliamo J’ai retrouvé Christian B. di Alain Fleischer (2020). Quella tra il regista e l’artista Christian Boltanski, scomparso lo scorso luglio, è stata una lunga e intensa amicizia. Il film raccoglie numerosi materiali girati da Fleischer tra il 1969 e il 2019 per costruire un racconto su come si è sviluppata l’opera di Boltanski nei suoi cinquanta anni di attività. Feels Good Man (2020) di Arthur Jones vincitore del U.S. Documentary Special Jury Award for Emerging Filmmaker al Sundance Festival 2020, segue la battaglia dell’artista Matt Furie per rimpossessarsi dell’immagine pubblica del personaggio comico Pepe the Frog da lui creato; Bill Traylor: Chasing Ghosts di Jeffrey Wolf (2018/2021) raccoglie materiali inediti rintracciando le origini dell’artista afroamericano nato in una condizione di schiavitù e cresciuto come lavoratore delle piantagioni dell’Alabama, per poi ricostruire la sua carriera iniziata a circa ottanta anni mentre viveva per strada nella capitale Montgomery. Beijing Spring (2020) di Andy Cohen e Gaylen Ross pone l’attenzione sul ruolo centrale dell’arte e della letteratura per affermare la libertà di parola e di espressione in un momento cruciale e censurato della storia cinese; Lifeline. Clyfford Still (2019) di Dennis Scholl racconta il percorso d’indipendenza creativa del pittore americano Clyfford Still, uno dei massimi esponenti dell’Espressionismo astratto

 

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