• web Primo Conti_senza titolo
  • web PRIMO CONTI_Natura morta_olio su tela, 1956
  • web Primo Conti_Il mattutino 1966
  • web Primo Conti_Figura seduta n1_1965

POLYTROPON ARTS CENTRE Mostra Primo Conti. Risonanze – Pelago (Fi) 23 ottobre | 31 dicembre 2026

on ottobre 19 | in Archivio 2021, Eventi, In evidenza, Prossimi appuntamenti | by | with Commenti disabilitati

Negli spazi di Polytropon venti opere di Primo Conti tra dipinti, sculture e arazzi inediti testimoniano la straordinaria e inesausta ricerca del maestro futurista negli anni Sessanta e Settanta. In mostra anche le opere di Maria Novella Del Signore, Matteo Bicocchi e Tommaso Del Signore. 

 

Dal 23 ottobre al 31 dicembre 2026 a Polytropon si terrà la mostra PRIMO CONTI. RISONANZE dedicata a una delle figure più poliedriche e precoci del Novecento artistico italiano. Attraverso una selezione di venti opere tra dipinti, sculture e arazzi – in gran parte poco noti o del tutto inediti – offrirà uno sguardo inedito sulla produzione matura dell’artista, restituendo lavori che dialogano con l’architettura espositiva.

Chi conosce il percorso di Primo Conti – nato con il secolo, già pittore a undici anni e protagonista delle stagioni fauve e futurista prima ancora di compiere vent’anni – non troverà in questa mostra la classica ricostruzione didattica delle sue fasi storiche. Al contrario, l’itinerario espositivo mette in scena ciò che lo stesso artista definì nelle sue memorie La gola del merlo «un seguito di folgorazioni». Si tratta di opere sorrette da una profonda tensione all’essenza e da una straordinaria forza cromatico-costruttiva, che trovano precise analogie con le «illuminazioni» poetiche di Arthur Rimbaud o con le libere ricognizioni che Pablo Picasso condusse sul proprio lavoro nel secondo dopoguerra. Negli anni Sessanta e Settanta, infatti, Conti dimostra di saper assimilare e trasformare le proprie radici avanguardistiche, attingendovi con spregiudicata libertà senza mai cedere alla tentazione del revival.
Spinto da un’insaziabile gioia dell’esplorazione, Conti si addentra in un territorio espressivo del tutto nuovo e privo di condizionamenti. La sua ricerca si fa vorace e multidisciplinare: la pittura si intreccia alla scultura – come nel toccante Gesù nell’orto, dove la figura prende vita dall’osservazione formale di una semplice foglia d’olivo – fino ad approdare alla ceramica e all’arazzo. A testimoniare questo felice approdo sono due raffinati arazzi inediti, Composizione e Giuochi sulla verticale, realizzati in collaborazione con la celebre Arazzeria Pennese, nei quali il segno artistico si fa aperto e generativo. Emerge così la dimensione squisitamente “panica” della sua ultima stagione: un vero e proprio laboratorio d’avanguardia in cui l’artista gioca a isolare i motivi formali, li frammenta e li ingrandisce come attraverso una lente d’ingrandimento, donando alle opere della metà degli anni Settanta una brevità luminosa, quasi magica, che conserva ancora oggi una sorprendente e inalterata attualità.

Ad arricchire la mostra si inserisce il dialogo con le ricerche di Maria Novella Del Signore, Matteo Bicocchi e Tommaso Del Signore: l’indagine tattile e sensoriale della prima misura il confine tra materia e immaterialità attraverso il tema della mano; la pittura intima di Bicocchi si offre come un varco contemplativo che trasforma l’ossessione creativa in sospensione e libertà; infine, l’intenso ritratto Polaroid del 1980 di Tommaso Del Signore cattura, tra toni punk e dominanti acide, la fragilità e la ribellione dell’epoca./toggle]

Scarica comunicato stampa 

Pin It

Comments are closed.